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Open AccessArticle10.4000/studifrancesi.32651

Un inserto proustiano in una prosa politica di Giacomo Debenedetti

Raffaele De Cesare-2005-01-01-Studi Francesi

TL;DRAbstract

Insieme a Giovanni Macchia e – sul versante linguistico – a Gianfranco Contini, Giacomo Debenedetti rappresenta una delle tre vette della catena montuosa innalzata, roccia su roccia, da quasi un secolo a questa parte, dall’operosità esegetica proustiana nella nostra Penisola; vetta che non solo domina il paesaggio critico italiano, ma che sovrasta con l’imponenza della sua altezza l’intero territorio europeo ed americano. Onde dispiace – e sia detto senza alcuna tentazione campanilistica – ch...

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Insieme a Giovanni Macchia e – sul versante linguistico – a Gianfranco Contini, Giacomo Debenedetti rappresenta una delle tre vette della catena montuosa innalzata, roccia su roccia, da quasi un secolo a questa parte, dall’operosità esegetica proustiana nella nostra Penisola; vetta che non solo domina il paesaggio critico italiano, ma che sovrasta con l’imponenza della sua altezza l’intero territorio europeo ed americano. Onde dispiace – e sia detto senza alcuna tentazione campanilistica – ch...

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